Leggere (o sentir leggere) fa benissimo ai bambini

Nei piccoli, ascoltare libri letti a voce alta, stimola i neuroni e aiuta a moderare comportamenti anti-sociali

MILANO - Leggere fiabe e filastrocche a un bambino, meglio se è ancora molto piccolo, fa bene a lui e ai genitori. Lo dimostrano studi scientifici e numerose esperienze in Italia e all’estero. Come «Nati per leggere», il progetto nazionale senza fini di lucro con il quale, da più di dodici anni, pediatri e bibliotecari lavorano insieme per promuovere nei genitori la buona abitudine di leggere ai propri figli di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Non per farli addormentare, ma per svegliarne la mente. «Una lettura ad alta voce, – afferma il dottor Michele Gangemi, past president dell’Associazione Culturale Pediatri e pediatra di libera scelta in Verona, – è in grado di “rapire” un bambino almeno quanto un videogame».

A VOCE ALTA Ma che cosa spinge i pediatri di libera scelta a mobilitarsi in forze, per un obiettivo che sembra più nelle corde di un educatore o di uno psicologo?«Perché leggere a un bambino ha effetti molto positivi sulla sua salute, sul suo sviluppo cognitivo ed emotivo. E quello di vegliare su tale sviluppo è precisamente uno dei compiti dei pediatri». In due parole, secondo studiosi di tutto il mondo, la lettura ad alta voce è una delle strategie di dimostrata efficacia per prevenire i problemi dello sviluppo e dell’apprendimento nel bambino. Non importa se il bambino abbia appena iniziato a stare seduto senza sostegno, se non abbia ancora detto “mamma”. Anzi, prima si comincia, meglio è. «L’efficacia della lettura ad alta voce in epoca neonatale, – spiega Michele Gangemi, – si fonda sulla teoria dello sviluppo precoce (Early Child Development). Nel bambino molto piccolo, lo stimolo a svolgere un nuovo compito (come quello di ascoltare, appunto) aumenta la sopravvivenza dei nuovi neuroni che si stanno formando: senza compiti, i nuovi neuroni svaniscono. E più il compito è difficile e ripetuto, più aumenta il numero dei neuroni "risparmiati". In pratica, sembra che esista una finestra temporale entro cui l’apprendimento di nuovi compiti può risparmiare i neuroni. È compresa fra prima e seconda settimana dalla nascita della cellula: più precisamente fra il 7° e il 14° giorno e corrisponde al periodo in cui la cellula neonata e non specializzata si differenzia in neurone, emette i filamenti (dendriti) che le permettono di "collegarsi". È così che il neonato diventa sensibile all’apprendimento». Una volta avvenuto il cablaggio, agire sulla plasticità dello sviluppo è ancora possibile, naturalmente, ma è molto più difficile. Ecco perché l’”evangelizzazione” delle mamme comincia dai reparti di maternità degli ospedali e viene proseguita dal pediatra di libera scelta.

IL RUOLO DELLE BIBLIOTECHE -Con la collaborazione delle biblioteche cittadine, che si attrezzano per rendere possibile l’accesso di mamme e bambini. «A Verona, per esempio, presso il mio studio, è attivo un vero e proprio punto prestito, con la restituzione dei libri presso uno dei 12 punti specializzati delle biblioteche cittadine». Una volta cominciato, è importante continuare, perché un intervento sul piacere della lettura può avere un effetto positivo anche più tardi, fino ai sei anni di età. «È proprio questo il periodo in cui si forma la capacità del bambino di "immaginare", di costruire le immagini sotto lo stimolo della lettura, – dice Gangemi. – E in cui si struttura e si conferma il piacere della lettura. Aumentare lo spazio di ascolto, la capacità di costruirsi delle immagini, lo sviluppo della creatività e dell’immaginazione, I bambini, esposti più che in passato a stimolazioni tele-visive, tendono a elaborare meno immagini». Inoltre, la voce della mamma o del papà, e il tempo passato con il bambino (invece di parcheggiarlo davanti alla TV) creano un momento privilegiato e non sostituibile di relazione che fa bene al piccolo, ma anche alla famiglia.

LITERACY Ma c’è di più. «La capacità di leggere, scrivere e comprendere un testo (la “literacy”) fa bene alla salute ed è un indicatore di benessere riconosciuto, – conclude Gangemi. – Buoni livelli di literacy sono legati a un migliore utilizzo dei servizi sanitari e quindi a migliori condizioni di salute. Adolescenti con bassi livelli di literacy sono a rischio almeno doppio di andare incontro a comportamenti aggressivi e antisociali. E il numero di adolescenti in queste condizioni è, purtroppo, in continuo aumento”» È il circolo vizioso, che parte dall’incapacità di leggere e capire e, passando attraverso disagio, frustrazione e riduzione dell’autostima, giunge infine all’aumento del tasso di abbandono scolastico e del rischio di disturbi del comportamento. Un circolo vizioso che colpisce soprattutto i figli di famiglie in condizioni socio-economiche svantaggiate alle quali, prima di tutto, si rivolge «Nati per leggere».

da Corriere della Sera by Luciano Benedetti
 

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Giornata della Terra, il pianeta in festa

 Il tema di quest'anno sono le foreste e la loro salvaguardia

giornatadellaterraMILANO - La 41ma Giornata mondiale della Terra, indetta dalle Nazioni Unite per venerdì 22 aprile, si festeggia in Italia con le iniziative programmate da Earth Day Italia. Moltissime le manifestazioni anche nel nostro Paese, la più importante sarà a Roma con il concerto «a impatto zero» al Galoppatoio di Villa Borghese del 20 aprile. Sul palco si esibiranno Carmen Consoli e Patty Smith. Le emissioni di circa 330 tonnellate di anidride carbonica generate dall'evento saranno compensate contribuendo alla creazione e alla tutela di oltre 7 ettari di foreste in Costarica. A Roma le emissioni prodotte verranno compensate anche dalla posa di circa 7 mila piante nell'area di Monte Cucco.

RIFLESSIONE - A parte le foreste, lo tsunami in Giappone e l'emergenza nucleare quest'anno impongono una seria riflessione sulle fonti energetiche e in particolare l'energia atomica. «A volte anche produrre risorse energetiche può essere dannoso e pericolosissimo, come l'esperienza giapponese di questi giorni ci insegna», ha dichiarato il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato agli organizzatori dell'Earth Day 2011. «L'ecologia si è imposta come priorità assoluta nell'agenda di ogni società già da tempo, ma l'attualità ancora una volta la rende un'emergenza».

OBIETTIVI - Tra gli obiettivi internazionali di quest'anno c'è la realizzazione di un miliardo di «azioni verdi» entro l'inizio del vertice Onu sullo sviluppo sostenibile previsto a Rio de Janeiro nel 2012. Si tratta di compiere anche solo un gesto a vantaggio dell'ambiente, come l'utilizzo dell'acqua corrente al posto di quella in bottiglia, andare al lavoro in bicicletta o con i mezzi pubblici invece di fare il percorso in auto, la sostituzione delle vecchie lampadine con quelle a maggiore efficienza, la spesa con la borsa di tela al posto di quella di plastica. Piccoli cose che sommate tutte insieme possono essere significative. L'importanza è la consapevolezza di vivere in un pianeta interconnesso, e quindi il piccolo gesto che sembra inutile e senza conseguenze può avere importanti ripercussioni se unito a milioni di altri. È forse questo il vero significato della Giornata della Terra.

Redazione online Corriere della Sera
19 aprile 2011

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Teatro: Silenzio

Teatro Comunale – giovedì 5 maggio ore 20.45
 
SILENZIO
regia e drammaturgia
Patricia Zanco, Daniela Matiuzzi
 
Vincitore della Prima edizione del Premio OFF del Teatro Stabile del Veneto
 
 
Progetto “Silenzio” per la Giornata Nazionale contro la Pedofilia

 
 
Un  importante esempio di collaborazione tra più Associazioni della società civile bellunese che  richiama l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema spesso rimosso e taciuto, quale quello della violenza sessuale sui minori, tema connesso a quello della tutela dei diritti dei minori, e a quello della prevenzione degli abusi, a fronte di una corretta informazione e di una corretta comunicazione all’interno della famiglia e delle istituzioni scolastiche, ambiti nei quali, purtroppo spesso si consumano silenzi colpevoli.
La lotta alla pedofilia è un percorso complesso ma non impossibile, e l’esperienza dell’Associazione Dafne di Trichiana lo testimonia.
Proprio per questo il 5 di maggio – Giornata Nazionale contro la Pedofilia – presso il Teatro Comunale di Belluno verrà presentato, al mattino per le scuole secondarie di secondo grado e alla sera per tutto il pubblico, lo spettacolo Silenzio di Patricia Zanco e Daniela Mattiuzzi Vincitore della Prima edizione del Premio OFF del Teatro Stabile del Veneto.
Uno spettacolo che sa guardare con gli occhi dei bambini un mondo “adulto” che vaga inesorabilmente verso la deriva. Occhi che ci invitano a risvegliarci dal torpore della quotidianità puntando lo sguardo sulla sclerosi dei linguaggi, su una schematica felicità collettiva, sull’abitudine che ci rende ciechi. Occhi che sanno trasmettere una forza eversiva, la forza eversiva dei bambini, se qualcuno li guarda e li ascolta.
 
Le Associazioni che, congiuntamente a Tib Teatro, sostengono il progetto sono:
Associazione Dafne, che ha prodotto lo spettacolo
A.Ge.S.C. Associazione Genitori Scuole Cattoliche
Ass. Belluno Donna
Ass. Casa delle Mamme
Ass. Culturale Centro Studi Vocali Nova Cantica
Ass. FA Famiglie Aperte
Ass. nazionale Famiglie Numerose
Ass. Giovanni Conz per i bambini, i giovani e la famiglia
Ass. Il Faro
Ass. Libera nomi e numeri contro le mafie
Ass. Lungardo
Ass. Pomi d’Ottone
C.A.T. Coordinamento Cittadini Amici del Tib Teatro
Comitato d’Intesa tra le Associazioni volontaristiche della Provincia di Belluno
Comitato Genitori “A. Gabelli” – Genitori per la Scuola
Consultorio Familiare U.C.I.P.E.M.
F.I.D.A.P.A. Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari
F.I.S.M. Federazione Italiana Scuole d’Infanzia Provincia di Belluno
International Inner Wheel
Movimento per una cultura dell’Infanzia
Samarcanda Soc. Coop. Soc. Onlus
Soroptimist International d’Italia – Club di Belluno-Feltre
 
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Assessorato delle Politiche per la Famiglia e per i Giovani del Comune di Belluno, l’AICS Comitato Provinciale di Belluno, la Fondazione Teatri delle Dolomiti, la Provincia di Belluno e gode del patrocinio di Regione del Veneto, Comune di Belluno, ULSS 1 Belluno, ULSS 2 Feltre, Commissione Provinciale Pari Opportunità, MIUR Ufficio Scolastico VIII Belluno.
 
biglietto unico 10,00 euro
info e prenotazioni 0437-950555

 
http://www.facebook.com/pages/Tib-Teatro-Belluno/158248227520879?ref=ts#!/event.php?eid=208510219176582

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LILI progetto grafico con l'artista Marta Farina


 
Con la classe quarta elementare di Vodo di Cadore …abbiamo lavorato con grandi cartoni di recupero, tempere, gessetti e…fantasia! Ed ecco il risultato!I progetti grafici sono scaturiti dalla lettura di un racconto sul bullismo dando vita così ai personaggi che, alla fine, risultano molto più ALTI di noi !!!" M.F.
www.martafarina.com
Il BLOG di Marta

 

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papà d'Italia, chi sono?

Il libro e la discussione

Innamorati dei figli, educano sempre meno. Trasmettono passioni

Cosa resta del padre? Bella domanda, nel giorno della festa del papà, che arriva pochi giorni dopo la festa dell'unità d'Italia. E se la festa del papà coincidesse in qualche modo con la festa dell'unità della famiglia? Non sarebbe male, tutto sommato, dopo anni di disgregazione. Ammesso che qualcuno ci spieghi che cosa resta di quello che tutti gli esperti sono concordi nel considerare ormai da tempo l'anello «critico» del nucleo familiare. Letteralmente: critico. Ecco dunque arrivare opportunamente in libreria, edito da Cortina, il saggio di Massimo Recalcati, proprio con quel titolo: «Cosa resta del padre?» La tesi da cui si parte è che i genitori sono oggi più preoccupati di farsi amare dai loro figli che di educarli, più ansiosi di proteggerli che di sopportarne i conflitti. Il che vale a maggior ragione per i padri, anzi, si potrebbe tranquillamente essere più radicali di Recalcati affermando che la funzione educativa viene sempre più spesso demandata alla madre, la quale si sobbarca non solo quel che tradizionalmente era suo compito (la gestione della casa) ma anche quel che un tempo veniva condiviso con il marito: l'educazione dei figli. Insomma, mentre la madre ha moltiplicato le proprie funzioni, il padre si è sottratto a quasi tutto. Tanto più se si aggiunge alla figura materna il compito di contribuire, con il marito, al sostentamento economico della famiglia: altro che 27 ore di lavoro!

A proposito di 27 ore,come le nostre lettrici (e i lettori) sanno, si è aperto qualche giorno fa nell'on-line del Corriere un blog intitolato «La ventisettesima ora», dove la domanda posta da Recalcati ha raccolto risposte piuttosto interessanti, in cui si mettevano in campo le distanze imposte spesso e volentieri dal lavoro, le difficoltà di imporre un divieto in una società che sembra concedere troppo come la nostra, la divaricazione anagrafica crescente tra genitori (tardivi) e figli, gli ostacoli «epocali» nei rapporti tra generazione e generazione.

Il punto-chiave del libro di Recalcati è proprio questo: l'eredità. Cioè la capacità di trasmettere il desiderio da una generazione all'altra. E proprio in questa prospettiva va elaborato quello che ai più appare come un fenomeno fatale e persino inevitabile: la dissoluzione dell'autorità paterna. Il padre, osserva Recalcati (che è uno dei più noti psicoanalisti lacaniani), non è più Padre con la maiuscola, cioè pater familias, e ogni tentativo di restaurare quel tipo di Ordine o Legge non può che risultare oggi fallimentare. Dunque, che cosa resta del padre? O meglio che cosa resta al padre (con la minuscola)? Resta la possibilità di testimoniare ai figli passioni, vocazioni, progetti, senza pretendere di proporre i modelli o i valori universali del passato.

«Ciò che il padre lascia al figlio – scrive Recalcati – non è una testimonianza ideale, perché la testimonianza autentica non è mai ideale». Non un modello esemplare o simbolico, ma la forza di un'esperienza viva e reale. Ciò non lo esime, ovviamente, dall'opporre dei no e quindi dall'affrontare il conflitto, indispensabile alla crescita e alla maturazione dei figli. Recalcati, dedica l'ultimo capitolo del suo saggio (a tratti volutamente provocatorio) alle figure paterne in due film di Clint Eastwood, «Million Dollar Baby» e «Gran Torino». Vi ricordate il rapporto tra il vecchio pugile-allenatore e la figlia «adottiva» Maggie Fitzgerald, destinata a diventare campionessa? Era una delle più struggenti parabole della paternità del nostro tempo: sul valore di ciò che si trasmette alle giovani generazioni, sulla ricerca di un equilibrio tra eccessiva paura e troppo coraggio.

Paolo Di Stefano by Corriere della Sera

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