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indiani d'america

cheyenne
Grazie a Giorgio per la sua segnalazione.
Effettivamente è un sito denso di notizie:
la storia, la spiritualità, la lingua, i grandi capi, i filmati, la musica, le immagini,l’organizzazione di  viaggi nelle riserve, le storie contemporanee di detenuti indiani e la pagina "aiutiamoli" dove poter contribuire a una raccolta giocattoli per il sostentamento dei bambini.

 

qui il sito

"Accanto alle montagne,spianato dai nostri passi, il terreno del campo risuona.Ti dice:"La terra è un tamburo,pensaci!" Noi,per seguirne il ritmo,dobbiamo fare attenzione ai nostri passi."
(Navajo)

Da "Il Grande Spirito parla al nostro cuore":
Si insegnava ai bambini a restare seduti immobili e a prenderci gusto. Si insegnava loro a sviluppare l’olfatto,a guardare là dove,apparentemente,non c’era nulla da vederee ad ascoltare con attenzione là dove tutto sembrava calmo. Un bambino che non può stare seduto senza muoversi è un bambino sviluppato a metà. Noi respingevamo un comportamento esagerato ed esibizionista poiché lo giudicavamo falso. Un uomo che parlava senza pause era considerato maleducato e distratto. Un discorso non veniva mai iniziato precipitosamente né portato avanti frettolosamente. Nessuno poneva una domanda in modo avventato anche se fosse stata molto importante. Nessuno era obbligato a dare una risposta. Il modo cortese di iniziare un discorso era di dedicare un momento di silenzio a una riflessione comune. Anche durante i discorsi facevamo attenzione a ogni pausa, nella quale l’interlocutore rifletteva. Per i Dakota,il silenzio era eloquente. Nella disgrazia come nel dolore,nei torbidi momenti della malattia e della morte,il silenzio era prova di stima e di rispetto. Era così quando ci capitava qualcosa di grande e degno di ammirazione.

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