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Scuola: alle medie test all'inizio e alla fine dell'anno scolastico

Il Piano nazionale per la qualità e il merito parte dalle prove Invalsi.
Gelmini: «Servono per migliorarsi»

 

ROMA – Già da settembre alla ripresa dell'anno scolastico gli alunni di mille scuole medie dovranno affrontare un test per accertare la loro preparazione. E alla fine a giugno ne dovranno fare un altro per vedere se hanno appreso quello che avrebbero dovuto imparare durante l'anno. In pratica dei piccoli esamini, anche se il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, non ha voluto nemmeno accennare a quella parola alla presentazione del Piano nazionale per la qualità e il merito. Il Piano è stato presentato giovedì al ministero insieme a Roger Abravanel, autore di un saggio sulla meritocrazia. Dall'anno scolastico 2010-2011 il piano coinvolgerà mille scuole medie e dall'anno successivo (2011-2012) anche le superiori.

TEST – Entro il 2013 il 50% delle scuole medie sarà interessato dai test e dal 2013 in poi il piano sarà esteso gradualmente a tutte le scuole medie italiane. I test sono in sostanza un'estensione di quelli già introdotti nella scuola media dall'Invalsi. I docenti coinvolti aumenteranno da 770 a 2 mila e saranno assistiti da 200 tutor. Ma se quest'anno i test hanno coinvolto 17.600 studenti verificando le competenze solo per quanto riguarda la matematica, dall'anno prossimo i ragazzi interessati saranno 50 mila e verranno esaminati anche sull'italiano.

VALUTAZIONE – «La valutazione non va intesa come qualcosa di sanzionatorio, di punitivo nei confronti degli insegnanti o degli studenti», ha detto il ministro, «ma come un contributo per migliorare la qualità del nostro sistema scolastico. Il progetto serve anche a far decollare la meritocrazia. I test, infatti, potrebbero essere utilizzati anche per la distribuzione di borse di studio che oggi avviene seguendo principalmente il reddito. I risultati saranno anche utilizzati per stilare una classifica nazionale degli istituti migliori e per stimolare i docenti a migliorare la loro didattica». «La scuola del futuro», ha osservato Abravanel, che sarà consulente del ministero a titolo gratuito, «è insegnare come pensare e non cosa pensare. E i test che si vogliono proporre non sono quiz, ma insegnano a usare la testa. L'80% delle persone sa leggere, ma non capisce fino in fondo ciò che legge. È urgente rilanciare la qualità della scuola e dell'insegnamento».
Corriere della Sera
 

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decreto legge n.137 del 01 settembre 2008

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

EMANA
il seguente decreto legge:

 Art. 1 – Cittadinanza e Costituzione
1.A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a "Cittadinanza e Costituzione", nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.

2.All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

 Art. 2 – Valutazione del comportamento degli studenti
1.
Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.

2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento…è espressa in decimi.Torna su

3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo.
Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.

 Art. 3 – Valutazione del rendimento scolastico degli studenti 1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite è espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.

2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite è espressa in decimi.

3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.

Art. 4 – Insegnante unico nella scuola primaria
1.
Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene, comunque, conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.

2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all’articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.

Art. 5 – Adozione dei libri di testo
1.
Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente scolastico vigila affinché le delibere del collegio dei docenti concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.

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