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Ogni ora di Tv «ruba» 700 parole dei genitori

Che guardare la Tv non giovi alla conversazione è abbastanza intuitivo, che rallenti lo sviluppo del linguaggio nei bambini forse meno, ma ora una nuova ricerca ci dice, con precisione, quanto la tv nuoccia alla comunicazione di grandi e piccini e, soprattutto, tra grandi e piccini.

Un’ ora di "esposizione" ai programmi equivale, per un genitore, a circa 700 parole in meno rivolte al figlio, mentre per il bambino ogni ora di Tv corrisponde a un calo di circa un quarto sia del numero sia della durata dei vocalizzi o delle parole

E chi si illude che guardare insieme ai bambini un programma o un film adatto allo loro età incoraggi lo scambio di parole, deve ricredersi

Qualsiasi spettacolo i bambini guardino, con gli adulti o da soli, l’ effetto è lo stesso: «più Tv, meno sviluppo del linguaggio», come sintetizza Dimitri Christakis, autore dello studio, pubblicato su Archives of Pediatrics & Adolescenti Medicine di giugno.

Christakis, direttore del Centro per la salute, il comportamento e lo sviluppo infantile, dell’ Università di Washington, a Seattle, è d’ altronde uno dei grandi critici della Tv, in un suo libro l’ ha definita "L’ elefante in salotto".

Per quest’ ultima ricerca (condotta su 329 bambini dai 2 ai 48 mesi e i relativi genitori, seguiti in media per 6 mesi, in giorni assegnati ai genitori secondo criteri casuali) si è servito di un registratore messo nella tasca dei vestiti dei piccoli con un software in grado di analizzare e distinguere le vocalizzazioni (o le parole) emesse dai piccoli, le voci degli adulti e i suoni provenienti dalla Tv.

E l’ originalità dello studio sta anche in questo dispositivo che ha permesso valutazioni molto più accurate rispetto a quelle contenute in precedenti ricerche basate su testimonianze e trascrizioni.

«Ben venga ogni ricerca che ci mette in guardia da un uso troppo precoce o eccessivo della Tv, – commenta Anna Oliverio Ferrris, docente di psicologia dell’ età evolutiva all’ Università La Sapienza di Roma – ma i primi studi sul ritardo linguistico legato alla televisione sono stati fatti 15 anni fa dall’ Università di Cambridge e da allora le ricerche si sono succedute a centinaia.
Ma mentre noi continuiamo a discutere, vengano messi in vendita video per bambini di soli 6-9 mesi e si pretende che ci siano programmi, o video, che dovrebbero addirittura incoraggiare lo sviluppo intellettivo dei bambini, fino a farne dei geni».

Ma la Tv è proprio così dannosa per il linguaggio?
Non si sostiene che abbiamo imparato l’ italiano proprio dallo schermo?

«Può essere vero per gli adulti, ma per i bambini non funziona. I piccoli hanno bisogno di un apprendimento attivo: debbono poter interagire con chi parla con loro.
Con la Tv non si dialoga, ci si limita ad ascoltare.
Vogliamo ricordarci della Montessori che ci ha spiegato come i bambini imparino facendo?
I piccoli debbono vivere nella realtà reale, quella virtuale può venire solo dopo».
Dopo quando?
«Non prima dei 4 anni – conclude Anna Oliverio Ferraris – se non vogliamo danneggiare, insieme alle capacità linguistiche, quelle intellettive e la creatività.
E, anche a 4 anni, Tv con moderazione: una ventina di minuti al giorno e solo programmi adatti all’ età.
Non mi si venga poi a dire che già da piccolissimi i bambini sono interessati allo schermo: sono semplicemente ipnotizzati».
Natali Daniela

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