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scuola, Nord e Sud sempre più lontani

Il test dell' INVALSI: vicini in seconda elementare, ma poi il divario cresce

Se a scuola si va per acquisire sempre nuove abitudini e conoscenze e a raffinare quelle iniziali, se l'obiettivo è di far esplodere, anno dopo anno, le potenzialità del bambino che diventerà giovane uomo, allora la scuola italiana ha, in parte, fallito il suo compito.

Non si va molto distanti da questa conclusione nel leggere i risultati del test INVALSI, ai quali si sono sottoposti quest'anno gli alunni di seconda e quinta elementare e, per la prima volta, anche quelli di prima media.

La differenza fra scuole e scuole è forte all'interno di una stessa Regione e rispetto alla media nazionale e molto forte al Sud, che patisce anche un grosso divario rispetto alle scuole del Nord.

Significa che se sei fortunato e capiti in una buona scuola raggiungi certi risultati, altrimenti con gli anni tenderai addirittura a peggiorare.
Significa anche, però, che se sei uno studente meridionale, non soltanto parti svantaggiato rispetto al tuo collega settentrionale, ma con il tempo questo divario aumenterà.

Lo scopo dei test INVALSI è principalmente quello di dare un punto di riferimento ad ogni singola scuola, perchè possa autovalutarsi. Ma nel fare questo, ci dice qualcosa anche su come funziona la scuola italiana dell' obbligo.

L'anno scorso è stato fatto su base volontaria, quest'anno una circolare ministeriale lo ha imposto a tutti gli studenti delle classi prescelte; ha quindi un valore di censimento.

Gli alunni coinvolti sono stati un milione e 716 mila, 9.600 le scuole.

Nelle tre prove di Italiano gli alunni hanno risposto correttamente ad una percentuale di domande che varia tra il 60,8 per cento della prima media e il 66,6 per cento della quinta elementare;
nelle tre prove di matematica si va invece dal 50,9 per cento di risposte corrette per i ragazzi di prima media al 61,3 per cento per quelli di quinta elementare.
Hanno raggiunto risultati più elevati le scuole del Nord e del Centro, più bassi quelle del Sud.
Il Nord è più omogeneo, pur nelle differenze fra scuola e scuola, il Sud è abbastanza disomogeneo con scuole più vicine alla media nazionale e altre parecchio lontane.

"Le scuole del Nord – spiega il Presidente dell' INVALSI, Piero Cipollone – partono avvantaggiate e tendono a migliorare i risultati negli anni, mentre quelle meridionali perdono progressivamente terreno sia in Italiano sia in Matematica.
Non solo: le scuole elementari, in tutte le Regioni, sono più omogenee nei risultati, le scuole secondarie non riescono a mantenere questa omogeneità e finiscono per ampliare il divario di risultato sia per area geografica sia all'interno della stessa Regione."
In sostanza, continua Cipollone, "Le scuole diventano sempre più disuguali con il proseguire degli studi, le piccole distanze in seconda elementare aumentano in prima media, c'è una tendenza per cui chi sta più indietro tende a rimanere indietro o a peggiorare, mentre chi sta più avanti resta avanti o migliora."

Ultima riflessione: i figli degli immigrati – 9 per cento in media, ma al Sud sono sotto il 4 per cento – hanno risultati peggiori rispetto agli italiani, ma anche qui, vanno meglio al Nord che al Sud.

di Mariolina Iossa  il Corriere Della Sera

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Sud, pagelle migliori del Nord Sono più bravi o solo più furbi?

di Enza Cusmai Il Giornale

Rassegniamoci. Anche quest’anno la maturità degli studenti italiani viaggerà su due binari.
Al Nord voti dignitosi e pochi cento e lode, al Sud medie più brillanti e tanti punteggi massimi a cui attribuire una borsa di studio. Il cervellone del ministero dell’Istruzione ha analizzato più della metà dei risultati nazionali e i non ammessi continuano a salire. Per ora si attestano al 6,8 per cento (quasi 35 mila studenti), ma tra qualche settimana saranno distribuiti i dati definitivi delle votazioni, che non sorprenderanno nessuno. Saranno, come sempre, i ragazzi delle scuole meridionali a fare bella figura. E ad essere premiati con borse di studio di circa 600 euro).

L’anno scorso per esempio gli studenti più bravi erano pugliesi e in Puglia c’è stato anche il record dei promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della laboriosa Lombardia, dove gli studenti modello erano 210 studenti. Un dato anche più impressionante se si considera che nel tacco d’Italia i diplomati non superano quota 31 mila, mentre nelle scuole lombarde sono stati quasi il doppio, 51.315.

Ma le eccellenze sono tante anche in Campania e in Calabria. Manica larga dei professori, si era malignato quand’era salito agli onori della cronaca il caso del liceo classico «Gioacchino Fiore» di Rende, Cosenza, dove 24 studenti avevano portato a casa il 100 e lode. Manica larga dei professori, avevano ribadito gli esperti del ministero. Persino Lucrezia Stellacci, direttrice dell’ufficio scolastico della Puglia. aveva ammesso che «certi risultati non sono dovuti solo alla bravura dei discenti, ma anche ai diversi metri di valutazione». Che sono poi quelli discrezionali delle commissioni d’esame: in camera caritatis largheggiano. Basta leggere l’ultimo rapporto dell’Invalsi, sulla prova quiz dell’anno scorso in terza media: i supervisori hanno denunciato a chiare lettere «comportamenti opportunistici» in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e in misura minore in Basilicata e Molise. In pratica, in tutto il Sud, i ragazzi copiano a man bassa davanti alle domande trabocchetto. Lo hanno capito subito gli esperti che si sono ritrovati in mano dei questionari fotocopia. Irritante e anche un po’ inutile il giochino. Scoperto e denunciato.

Già, ma di chi è la colpa di questa figuraccia? Chi permette agli studenti di copiare, peggio, chi fornisce loro le risposte giuste? I docenti ovvio, che spesso in questo modo fanno fare bella figura ai ragazzi e si mettono in bella mostra pure loro perché si sa. Così al ministero dell’Istruzione c’è irritazione. Confermano che «la maturità è diventato solo un rito di iniziazione», con risultati «falsati geograficamente dal comportamento degli insegnanti». Forse è per questo che il ministro Gelmini vuole distribuire borse di studio solo a chi supera test oggettivi e non ha chi può vantare voti eccelsi. La Merkel ha aperto la strada con le borse di studio basate solo sul valore. La Gelmini intende fare altrettanto. Basta pastette nelle commissioni d’esame, basta suggerimenti nei questionari.
Ora invece accade il seguente paradosso: quando si misurano gli apprendimenti a livello oggettivo, il Sud crolla di diversi punti percentuali rispetto al centro-Nord. (salvo le copiature di massa, stanate dagli esperti Invalsi); quando si passa alle prove discrezionali, la situazione si capovolge.

Anche l’ultima analisi dei temi della maturità conferma questa contraddizione. La scarsa padronanza della lingua italiana è drammatica al Sud e persino gli studenti liceali che hanno ripetuto qualche anno di scuola «mostrano livelli di competenza più bassi non solo di quelli dei loro compagni in regola, ma in molti casi anche di quelli degli stessi studenti in ritardo nei Tecnici e nei Professionali». E alla maturità magari pigliano il massimo dei voti.

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