una fiaba racconta l’Olocausto ai bambini
Pandemonium Teatro
testo e regia Lisa Ferrari
con Giulia Manzini ed Eleonora Rolli
scene Graziano Venturuzzo
costumi Luigi Piantanida

È possibile raccontare anche ai bambini la storia dell’Olocausto? Sì, con una fiaba.
E come ogni fiaba c’è il bene e il male, il buono e il cattivo, la gioia e la paura.
Una storia a lieto fine – anche qui, come in ogni fiaba! – che emoziona e commuove adulti e bambini. Insieme. In un negozio di giocattoli, due bambole ballerine – una bionda e l’altra bruna- interpretate da due giovani attrici-danzatrici, cercano di attirare l’attenzione dei clienti danzando nella vetrina.
Purtroppo nessuno entra a comprarle, allora la bionda –che fra l’altro non è così abile nella danza come la bruna- comincia ad incolpare la compagna di essere brutta e di scoraggiare i clienti dall’entrare nel negozio, disgustati dal suo aspetto.
La bruna cerca debolmente di difendersi, ma poi soccombe di fronte alla forza e determinazione della bionda.
Viene così relegata in cantina con tutti i giocattoli inutili e, come lei, destinati alla rottamazione.
Lo spettacolo cerca di spiegare, con una storia semplice, come alcuni dei mali della nostra società, la paura del diverso, i piccoli razzismi possano nascondere in sé il nucleo di drammi più grandi.
E in particolare ci racconta proprio il dramma dell’Olocausto, della tragedia avvenuta, del piano nazista, che mirava all’eliminazione di un’intera razza considerata elemento indesiderato per la collettività.
Il linguaggio simbolico e l’utilizzo, da parte delle due attrici-ballerine, del corpo in rapporto allo spazio e agli oggetti, permette anche ai più piccoli di affrontare con semplicità ed immediatezza temi legati al rifiuto del diverso.