Filed under stimoli

UFFA,i miei mi amano troppo

Negli Usa lo chiamano "overparenting",
in Italia "eccesso di attenzione per i figli".
L’overdose di stimoli educativi può diventare un boomerang.
E formare dei deboli incapaci di gestire la propria vita.

di Livia Manera (giornalista culturale e critica letteraria di narrativa inglese e americana)

Una volta si chiamava viziare oggi si chiama “overparenting” e, rispetto al viziare del passato
-troppi giocattoli e troppo pochi divieti- ha un forte elemento di ansia in più.
Questo perché la mamma “overparenting” ha di regola una carriera professionale e si sente in colpa, oppure ha lasciato il proprio lavoro per occuparsi dei figli e si applica con zelo all’altezza del sacrificio.
Di qui l’eccessiva e nociva attenzione per i nostri figli.
Sia chiaro:le ansie del supergenitore possono essere serie o futili,ma sono anche variegate ed illimitate.Per esempio.
Al bambino è morto il criceto:resterà traumatizzato per il resto della vita?
Oppure il bambino,portando in mano il criceto,si prenderà delle malattie?
Oppure ancora,al diavolo se il piccolo è triste ,perché gli è morto il criceto:domani ha la verifica di produzione di un testo ed è importante ed è importante che prenda un bel voto,perché possa entrare un domani in una buona università.
L’ “overparenting” è un fenomeno che ha il suo picco nella midll-upper class americana,ma attenzione a considerarlo una sua esclusiva.
C’è in Italia.Come anche in Giappone ed in Cina dove la riuscita dei bambini nelle scienze è la più alta del mondo,ma il piacere a studiarle il più basso del mondo.
"L’accelerazione che stiamo dando alla loro crescita potrebbe ritorcersi contro di loro e contro di noi "
scrive Carl Honorè (
qui il sito).
Le lezioni di danza,lingua,musica,sport,se portate all’eccesso, potrebbero creare dei “boomerang kids”,come li chiamano gli psicologi dell’età evolutiva: ragazzi che pur avendo avuto tutto per riuscire nella vita,dopo le superiori non sono in grado di gestirla e spesso restano o tornano a casa dai genitori.

Se Honoré è conservatore (meglio tornare ai metodi del passato) ed ottimista (smettiamola di mettere i figli sulla rampa di lancio e saremo tutti più felici),
Hara Estroff Marano (
qui il sito), è invece pessimista.
“E’già dalla scuola materna che molti genitori ricorrono a lezioni di lingua e matematica per i loro figli in sostituzione dei giochi pomeridiani”.
Oggi l’inferno delle scuole “come carriera” comincia prestissimo in omaggio all’idea diffusasi negli anni ’90 che l’intelligenza dei nostri figli dipenda più dagli stimoli ambientali che dalle caratteristiche genetiche.
Sia chiaro:gli stimoli ambientali contano,scrive Manera,ma oggi si comincia a pensare che sia un’errore rinunciare all’auto stimolazione,al ruolo formativo della noia.
Infine lo storico Gary Cross illumina con le più recenti statistiche sul fatto che la nuova generazione di maschi ci mette molto più tempo che quella dei loro padri a trovarsi un lavoro,sposarsi e avere figli,cioè a “crescere”.
E questo perché?
In parte al ruolo svolto dal femminismo in campo genitoriale.
Un ragazzo d’oggi sa che una volta diventato adulto dovrà condividere il potere in famiglia con la moglie.
E pensa che il gioco non valga la candela.
Ciò su cui concordano questi studiosi è che riguardo l’educazione dei figli,le mamme stanno sbagliando con la complicità dei loro mariti.
E che se non si torna a sistemi meno ansiogeni e più tradizionali,alleveremo dei ragazzi sempre più deboli,stressati e dipendenti dalla famiglia.
Essendo partiti,come spesso accade,con le intenzioni opposte.

Torna su

 

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.