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crocifisso nelle aule, italia assolta

crocifisso

MILANO – L'Italia ha vinto la sua battaglia a Strasburgo: la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo l'ha assolta dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche. La decisione della Corte è stata approvata con 15 voti favorevoli e due contrari. I giudici hanno accettato la tesi in base alla quale non sussistono elementi che provino l'eventuale influenza sugli alunni dell'esposizione del crocefisso nella aule scolastiche.

LA DENUNCIA – La Corte di Strasburgo si è pronunciata sul ricorso di una cittadina italiana di orgine finlandese, Soile Lautsi, che contestava la presenza del crocefisso nella scuola pubblica frequentata dal figlio ad Abano Terme, affermando che è un attentato alla libertà di coscienza e al diritto di ognuno a ricevere un'istruzione conforme alle proprie convinzioni. La sentenza di primo grado aveva suscitato proteste non solo da parte dei cattolici. L'84%
degli intervistati in un sondaggio di qualche giorno fa, si diceva favorevole alla presenza del crocefisso nelle scuole.

«HA VINTO L'EUROPA» – «Accolgo con grande soddisfazione la decisione della Corte europea – ha commentato a caldo il ministro degli Esteri, Franco Frattini – Oggi ha vinto il sentimento popolare dell'Europa. Perchè la decisione interpreta soprattutto la voce dei cittadini in difesa dei propri valori e della propria identità. Mi auguro che dopo questo verdetto l'Europa torni ad affrontare con lo stesso coraggio il tema della tolleranza e della libertà religiosa».

BAGNASCO – La sentenza della Corte di Strasburgo secondo il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, è «una sentenza importante, di grande buon senso e di grande rispetto per quelle che sono le argomentazioni che sono state presentate dal governo italiano insieme ad un numero significativo di paesi europei che hanno condiviso questa posizione».

Corriere della Sera

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scuola, Nord e Sud sempre più lontani

Il test dell' INVALSI: vicini in seconda elementare, ma poi il divario cresce

Se a scuola si va per acquisire sempre nuove abitudini e conoscenze e a raffinare quelle iniziali, se l'obiettivo è di far esplodere, anno dopo anno, le potenzialità del bambino che diventerà giovane uomo, allora la scuola italiana ha, in parte, fallito il suo compito.

Non si va molto distanti da questa conclusione nel leggere i risultati del test INVALSI, ai quali si sono sottoposti quest'anno gli alunni di seconda e quinta elementare e, per la prima volta, anche quelli di prima media.

La differenza fra scuole e scuole è forte all'interno di una stessa Regione e rispetto alla media nazionale e molto forte al Sud, che patisce anche un grosso divario rispetto alle scuole del Nord.

Significa che se sei fortunato e capiti in una buona scuola raggiungi certi risultati, altrimenti con gli anni tenderai addirittura a peggiorare.
Significa anche, però, che se sei uno studente meridionale, non soltanto parti svantaggiato rispetto al tuo collega settentrionale, ma con il tempo questo divario aumenterà.

Lo scopo dei test INVALSI è principalmente quello di dare un punto di riferimento ad ogni singola scuola, perchè possa autovalutarsi. Ma nel fare questo, ci dice qualcosa anche su come funziona la scuola italiana dell' obbligo.

L'anno scorso è stato fatto su base volontaria, quest'anno una circolare ministeriale lo ha imposto a tutti gli studenti delle classi prescelte; ha quindi un valore di censimento.

Gli alunni coinvolti sono stati un milione e 716 mila, 9.600 le scuole.

Nelle tre prove di Italiano gli alunni hanno risposto correttamente ad una percentuale di domande che varia tra il 60,8 per cento della prima media e il 66,6 per cento della quinta elementare;
nelle tre prove di matematica si va invece dal 50,9 per cento di risposte corrette per i ragazzi di prima media al 61,3 per cento per quelli di quinta elementare.
Hanno raggiunto risultati più elevati le scuole del Nord e del Centro, più bassi quelle del Sud.
Il Nord è più omogeneo, pur nelle differenze fra scuola e scuola, il Sud è abbastanza disomogeneo con scuole più vicine alla media nazionale e altre parecchio lontane.

"Le scuole del Nord – spiega il Presidente dell' INVALSI, Piero Cipollone – partono avvantaggiate e tendono a migliorare i risultati negli anni, mentre quelle meridionali perdono progressivamente terreno sia in Italiano sia in Matematica.
Non solo: le scuole elementari, in tutte le Regioni, sono più omogenee nei risultati, le scuole secondarie non riescono a mantenere questa omogeneità e finiscono per ampliare il divario di risultato sia per area geografica sia all'interno della stessa Regione."
In sostanza, continua Cipollone, "Le scuole diventano sempre più disuguali con il proseguire degli studi, le piccole distanze in seconda elementare aumentano in prima media, c'è una tendenza per cui chi sta più indietro tende a rimanere indietro o a peggiorare, mentre chi sta più avanti resta avanti o migliora."

Ultima riflessione: i figli degli immigrati – 9 per cento in media, ma al Sud sono sotto il 4 per cento – hanno risultati peggiori rispetto agli italiani, ma anche qui, vanno meglio al Nord che al Sud.

di Mariolina Iossa  il Corriere Della Sera

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