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Se i fumetti parlano in inglese "Aiutano ad imparare"

                                monster Oggi vanno di gran moda le graphic novels, ovvero romanzi in forma di fumetti, ma intere generazioni si sono appassionate delle numerose saghe create da brillanti disegnatori. Le storie di Topolino, Pluto, Simba e degli Aristogatti hanno entusiasmato bimbi e adolescenti di tutto il mondo e lo continuano a fare malgrado si viva l' era della multimedialità e di internet.
Un dato confermato dal sito Disney Comic Worldwide che ha censito oltre mille testate Disney, pubblicate nel mondo, in 85 lingue diverse.
Nel corso degli anni i fumetti sono stati celebrati e trasposti in centinaia di film, canzoni e opere d' arte.
Ma guai a pensare che si tratta solo di qualcosa di fanciullesco.
Addirittura, gli scienziati americani si sono interrogati se potesse esistere un rapporto fra il volo di Nembo Kid e la teoria della relatività einsteniana.
La California Science Center di Los Angeles ha verificato con esperimenti di laboratorio se esistesse un composto simile alle ragnatele di Spider Man.
Di certo, super poteri o no, i fumetti hanno affascinato e influenzato anche molti registi, artisti e scrittori. «Di fumetti ne ho letti tanti da bambino e ho continuato a fasi alterne anche dopo – racconta Carlo Lucarelli, 50 anni, poliedrico scrittore noir – perché come tutte le passioni nella vita alcune rimangono, altre vanno via e altre ancora ritornano». Una passione iniziata leggendo tante riviste e le strisce che pubblicava il Corriere dei piccoli o i «classici» di Walt Disney.
«Mi pare che sia così normale che, paradossalmente, mi meraviglierei di un bimbo che non legge i fumetti – dice il conduttore del programma Rai, Blu notte – perché accendono la fantasia del lettore e, poi, sono un ottimo veicolo per suscitare emozioni.
Per questo io li consiglierei non solo ai più piccoli ma anche ai più grandi».
Non a caso lo stesso Lucarelli da semplice appassionato ha saltato la barricata ed è diventato lui stesso autore e protagonista di una miniserie di fumetti.
Per Lucarelli la motivazione per cui il fumetto appassiona è semplice. «Le parole accompagnate dai disegni creano suggestioni – continua l' autore di libri gialli – che rimangono impresse nella mente e per questo si possono prestare anche ai più svariati impieghi».
Come potrebbe essere quello didattico. «Personalmente da ragazzo non leggevo in lingua originale anche perché mi bastavano le serie italiane ma non ho dubbi sul fatto che l' unione di parole e immagini faciliti l' apprendimento di una lingua e lo renda anche più piacevole».
Una certezza che nutre anche Enrico Brizzi.
«Verso la fine delle scuole elementari i miei genitori decisero di iscrivermi in un istituto linguistico per imparare l' inglese – spiega lo scrittore che è un' icona per i giovani dopo il grande successo, a soli 20 anni, del romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo – che utilizzava anche le strisce con la storia della famiglia dei fumetti dei paperi per insegnare le lingue.
Mi ricordo che c' erano anche in latino… Un vero e proprio spasso per me che ero un divoratore di fumetti sin dall' asilo».
Un metodo che allo scrittore è servito per imparare più velocemente ma con un' avvertenza.
«Il fumetto e l' insegnamento classico devono andare di pari passo – spiega lo scrittore che oggi ha 36 anni ed è stato anche autore di fumetti – perché i professori ti danno le basi grammaticali che il fumetto non ti può dare.
La cosa bella della rivista, invece, è che il bambino può leggerlo e approfondire da solo.
Tutte le volte che ne ha voglia e questo non può che essere un bene e uno stimolo perché se non capisce una parola può prendere un dizionario e cercarla.
Con questa lettura autonoma si fissa nella mente in modo meno pesante».
La passione di Brizzi è nata da bimbo in famiglia e potrebbe dirsi ereditaria. «Sia mio padre sia mio zio – continua – erano grandi lettori e non dovevo neanche comprarli perché ne avevo a disposizione parecchi in casa ma il vero spasso era quando andavo dai miei nonni.
Lì c' era una sorta di deposito che definirei un vero tesoro perché trovato stipate tutte le riviste disegnate in quegli anni, dedicate anche ad argomenti di attualità».
Sono passati quasi trent' anni da allora ma secondo lo scrittore poco è cambiato. «Io ho ripetuto l' esperienza dei fumetti in lingua inglese – conclude – con i miei figli che hanno 5 e 6 anni e ho visto che funziona e di questo sono molto felice».

Il piano dell' opera.
Ecco il calendario delle uscite in edicola dell' iniziativa «Magic English».
Una collezione corredata di fascicoli e dvd che ha per protagonisti i personaggi di Walt Disney, dai classici ai film più recenti firmati Pixar. Ogni numero è dedicato a un tema specifico, per facilitare l' apprendimento e l' uso delle basi della lingua inglese
1 Hello 30 agosto
2 Family 6 settembre
3 Friends 13 settembre
4 Happy Houses 20 settembre
5 Animal Friends 27 settembre
6 It' s delicious 4 ottobre
7 Happy Birthday 11 ottobre
8 Tick Tock time 18 ottobre
9 Night and Day 25 ottobre
10 Let' s play 1 novembre
11 Numbers 8 novembre
12 At Home 15 novembre
13 My Body 22 novembre
14 Party time 29 novembre
15 Cooking 6 dicembre
16 The Forest 13 dicembre
17 The Sea 20 dicembre
18 Let' s travel 27 dicembre
19 Colors 3 gennaio 2011
20 Wild animals 10 gennaio
21 Funny faces 17 gennaio
22 Country Life 24 gennaio
23 Music 31 gennaio
24 Mountains 7 febbraio
25 Changing Seasons 14 febbraio
26 Fairy Land 21 febbraio 

Il gioco e le «lezioni» per i bambini Immagini e suoni: si parla anche con il piccolo Nemo È Topolino, il mitico protagonista dei cartoni Disney, a battezzare con una bacchetta «Magic English», la nuova iniziativa del Corriere della Sera, dedicata a bambini e ragazzi, in 26 uscite settimanali. Una formula innovativa e giocosa per fare i primi passi nella lingua inglese che sarà in edicola da domani. In pratica una «full immersion» su misura per i bambini, che potranno così ascoltare la voce in lingua originale dei protagonisti e trasformare la lezione in un gioco. Per esempio dialogando con il pesciolino Nemo o con il nuovo Toy Story. Ogni Dvd è suddiviso in quattro sezioni: Showtime che raggruppa storie a cartoni animati; la sessione «Song» che propone ogni settimana le colonne sonore dei film da cantare (una sorta di mini karaoke); «Play Time», ovvero giochi interattivi per esercitarsi con i personaggi preferiti; infine la sezione «Word Play», per imparare le lettere cantando insieme ai personaggi l' alfabeto in inglese. Ogni uscita è realizzata in modo da costruire una serie di lezioni tematiche che permettono di apprend
ere in modo facile e istintivo le regole base della grammatica inglese. RIPRODUZIONE RISERVATA

di Ribaudo Alessio dal Corriere Della Sera

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