Natale 2011 – Capodanno 2011
E’ un gran miracolo che io non abbia rinunciato
a tutte le mie speranze anche se esse sembrano
assurde e inattuabili. Le conservo ancora,
nonostante tutto,perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.
Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte,
della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi
lentamente in un deserto, odo sempre più forte
l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure,
partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure,
quando guardo il cielo penso che tutto si volgerà
nuovamente al bene, che anche questa spietata
durezza cesserà, che ritorneranno
l’ordine,la pace e la serenità.
Intanto debbo conservare intatti i miei ideali;
verrà un tempo in cui saranno forse ancora attuabili.
da “Il diario di Anna Frank” – luglio 1944
Tutti conosciamo Anna Frank, la ragazzina quattordicenne olandese, vittima dei lager nazisti e, tutti, abbiamo letto il suo “diario” che ci ha riempito di commozione e orrore per quel terribile e buio momento storico in cui è vissuta.
Ebbene, se ci soffermiamo a rileggere questo piccolo frammento di quel diario sconcertante, forse riusciamo a capire meglio di quante e quali risorse sia portatore l’essere umano nel bene e nel male.
La Bibbia, nella Genesi, rappresenta la creazione dicendo: ”il Signore Dio plasmò l’uomo con la polvere del suolo…”, ora bisogna riconoscere che, nonostante l’alito divino che scorre in noi rendendoci non solo esseri viventi ma anche coscienti, molti scelgono di rimanere solo fango. Altri , invece, come Anna, pur vivendo un presente aspro e amaro, dominato da ingiustizia, violenza, prevaricazione e sangue, senza abbandonarsi a un pessimismo soffocante, ci fanno ricordare che bisogna sempre tenere accesa la fiaccola della speranza, in quanto la meta del nostro cammino non è nel baratro del nulla, ma in una città in cui gli uomini sono capaci di costruire l’ordine, la pace e la serenità.
Cerchiamo, allora, nel nostro chinarci quotidiano sulle cose contingenti, azione pur necessaria per far fronte all’esistenza materiale, di levare qualche volta di più il capo verso il cielo, perché l’uomo è una creatura che può librarsi verso le stelle e cercare l’infinito.Questo è il mio augurio per l’imminente celebrazione del mistero della Natività di Cristo.








